Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Daniele Moro”

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Amministrazione trasparente

Le tesi dell’ANAC a seguito della L. 190/2012 e dei successivi decreti attuativi.

L’’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) con il “Comunicato del Presidente del 10 aprile 2015: Osservanza delle regole in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione da parte degli Istituti pubblici di assistenza e beneficienza (IPAB) e delle Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP)”, richiamava le Asp ad attenersi alle norme in materia di trasparenza, introdotte dalla L. 190/2012 e dai successivi decreti attuativi.

In realtà, prima di tale data, l’Asp Daniele Moro di Codroipo, volendo improntare i principi basilari relativi alle attività istituzionali a quelli introdotti con le norme richiamate, li aveva già da tempo fatti propri, tramutandoli in azioni concrete, come risultava a quanti accedessero al sito internet istituzionale.

Peraltro, preso atto del comunicato del 10 aprile 2015, pur ritenendo affetta da una certa approssimazione la riconduzione delle Asp del Friuli Venezia Giulia, disciplinate dalla L.R. 19/2003, alla categoria giuridica individuata dall’ANAC - “aziende ed amministrazioni” di Regioni, Province e Comuni, che l’art. 11 del d.lgs. n. 33/2013 contempla nell’ambito soggettivo di applicazione del decreto stesso in quanto pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 1, c. 2, del d.lgs. n. 165/2001 - l’Asp di Codroipo decideva di dare corso agli adempimenti previsti per le Pubbliche Amministrazioni (pur avendo forti perplessità sulla reale appartenenza a detta categoria di enti), provvedendo all’adeguamento del sito web entro i termini individuati dall’Autorità.

 

Le novità giurisprudenziali.

La Corte dei conti, sezione giurisdizionale dell'Emilia Romagna, con la delibera n. 43/2017 giunge alla conclusione che le ASP non possono essere incluse nel novero delle Pubbliche Amministrazioni genericamente indicate nell’art. 1, comma 2, D.L.vo n. 165/2001. La Corte rileva infatti, che la natura giuridica delle Asp è assolutamente incerta, non potendo essere qualificate come enti pubblici non economici. A sostegno della propria statuizione i giudici contabili citano, oltre al “precedente di questa Sezione di cui alla sentenza n. 91/16/R” secondo il quale  “la natura giuridica delle Aziende per i Servizi alla Persona non sia perfettamente delineata", anche la Corte costituzionale, che con la sentenza n. 161/2012, nell’ambito di una più ampia pronuncia, afferma che sulla natura giuridica delle Ipab, e conseguentemente delle Asp costituite a seguito di trasformazione delle Ipab, vi è “assoluta incertezza caratterizzata dall'intreccio di un'intensa disciplina pubblicistica con una notevole permanenza di elementi privatistici ma che al contempo è necessario riconoscere a tali aziende la natura imprenditoriale improntata a criteri di economicità, anche se non rivolta a fini di lucro, confermando la natura economica di tali enti”; a seguito delle quali considerazioni statuiscono “l’impossibilità di inserire le ASP nel novero delle P.A. genericamente indicate nell’art. 1, comma 2, D.L.vo n. 165/2001".

 

Gli adeguamenti normativi

Con l’articolo 43 del D.Lgs. 25/05/2016, n. 97 - Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 giugno 2016, n. 132, viene abrogato, tra altre disposizioni, l’art. 11 - Ambito soggettivo di applicazione, del d.lgs. 33/2013. In particolare, il 5° comma del medesimo articolo 43 recita: “I richiami effettuati all'articolo 11 del decreto legislativo n. 33 del 2013, ovunque ricorrano, si intendono riferiti all'articolo 2-bis del medesimo decreto, introdotto dall'articolo 3 del presente decreto.”  

 

L’interpretazione dell’ANAC

Il Consiglio dell’Autorità, nell’adunanza del 28 dicembre 2016 approvava in via definitiva la delibera n. 1310 «Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016» e ne dispone la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ANAC. Detta delibera dispone che, per ciò che concerne l’ambito soggettivo di applicazione del d.lgs. 33/2013, come modificato dal d.lgs. 97/2016, “l’art. 2-bis del d.lgs. 33/2013, introdotto dal d.lgs. 97/2016, ridisegna l’ambito soggettivo di applicazione della disciplina sulla trasparenza rispetto alla precedente indicazione normativa contenuta nell’abrogato art. 11 del d.lgs. 33/2013. I destinatari degli obblighi di trasparenza sono ora ricondotti a tre categorie di soggetti:

1) pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2 del d.lgs. 165/2000, ivi comprese le autorità portuali nonché le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione, destinatarie dirette della disciplina contenuta nel decreto (art. 2-bis, co. 1);

2) enti pubblici economici, ordini professionali, società in controllo pubblico, associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato, sottoposti alla medesima disciplina prevista per le p.a. «in quanto compatibile» (art. 2-bis, co. 2);

3) società a partecipazione pubblica, associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato soggetti alla medesima disciplina in materia di trasparenza prevista per le p.a. «in quanto compatibile» e «limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea» (art. 2-bis, co. 3).

Con riferimento ai soggetti elencati nei punti 2) e 3) si rinvia a specifiche Linee guida di modifica della delibera ANAC n. 8/2015 ….

Il Consiglio dell’Autorità, nell’adunanza dell’8 marzo 2017, ha approvato le «Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016». Nel corpo di detta delibera, al punto 1. Amministrazioni ed enti destinatari delle Linee guida si legge “L’applicazione delle medesime disposizioni agli altri soggetti indicati nell’art. 2-bis, co. 2 del d.lgs. 33/2013 ovvero enti pubblici economici, società in controllo pubblico, associazioni, fondazioni e enti di diritto privato comunque denominati, sarà trattata in distinte Linee guida.”

 

Al momento quindi non risultano deliberati documenti sulla specifica materia.

 

 

Per quanto sopra l’A.S.P. “Daniele Moro” di Codroipo (UD), nella consapevolezza della natura pubblica dell’Ente seppur non facente parte dell’alveo delle Pubbliche amministrazioni bensì degli Enti Pubblici Economici, ritiene di mantenere la sezione del sito istituzionale “Amministrazione Trasparente”, con le consuete sottosezioni e voci che lo compongono; continuerà nella pubblicazione, in quanto compatibile, dei dati previsti. Non appena disponibili le disposizioni dell’ANAC per la particolare materia, si conformerà ad esse.

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